Rivalutazione dei Beni di Impresa: novità e vantaggi

Autore: Rocco Luca Ceo

L’articolo 110 del D.L. 104/2020, convertito nella Legge 13 ottobre 2020, n. 126, reintroduce in chiave più duttile e interessante, per i soggetti titolari di reddito di impresa, la possibilità di rivalutare i beni immateriali e materiali e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019 in deroga all’articolo 2426 del codice civile e ad ogni altra disposizione di legge. La rivalutazione va effettuata pertanto nel Bilancio chiuso al 31/12/2020 e va annotata nel libro degli inventari e nella nota integrativa.

Novità

Di seguito le principali novità della disciplina della rivalutazione:

  • Una delle più interessanti rispetto alla previgente normativa è la possibilità di poter scegliere per il contribuente se effettuare esclusivamente una rivalutazione di tipo contabile, o anche di tipo fiscale, a fronte del pagamento di un’imposta sostitutiva del 3 %;
  • È anche possibile rivalutare singoli beni e non obbligatoriamente tutta la categoria;
  • Il riconoscimento fiscale del bene avviene non più al terzo esercizio successivo alla rivalutazione (2024) ma già a partire dall’esercizio successivo (2021);
  • è possibile affrancare il saldo attivo della rivalutazione, anche parzialmente, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva nella misura del 10 per cento.
  • Le imposte possono essere versate in un massimo di tre rate di pari importo, da pagare annualmente entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita.

Pro e Contro

  1. La rivalutazione dal solo punto di vista civilistico, quindi senza il versamento di alcuna imposta, consente di incrementare il patrimonio netto, non solo migliorando il rating bancario dell’impresa ma anche di evitare nuovi apporti di capitale dei soci a copertura delle perdite, ai sensi dell’ articolo 2446 del codice civile, in caso di perdita maggiore di un terzo del capitale sociale;
  2. dal punto di vista fiscale, a fronte di un versamento piuttosto modesto, di un’imposta pari al 3 % della rivalutazione effettuata, l’impresa beneficerà dei maggiori ammortamenti sui beni rivalutati, con un abbattimento dell’imponibile fiscale;
  3. sempre dal punto di vista fiscale, la rivalutazione consente un aumento del plafond per il calcolo delle manutenzioni deducibili, riducendo ulteriormente l’imponibile fiscale.

Un aspetto negativo della rivalutazione è certamente costituito da un incremento dei ricavi minimi necessari per superare il test delle cosiddette “Società di comodo”.

Beni rivalutabili

Possono essere oggetto di rivalutazione solo alcune categorie di beni materiali e immateriali relativi all’impresa e alle partecipazioni, risultanti dal bilancio di esercizio in corso al 31 dicembre 2019, sia dal successivo bilancio nel quale la rivalutazione viene eseguita.

Sono rivalutabili:

  • Immobilizzazioni materiali;
  • beni totalmente ammortizzati se risultanti dal bilancio;
  • partecipazioni in imprese controllate o collegate iscritte tra le immobilizzazioni;
  • Immobilizzazioni immateriali quali  diritti di brevetto industriale, diritti di concessione, licenze, marchi, diritti simili, rivalutabili se ancora tutelati in base alle vigenti disposizioni;
  • Avviamento, costi di impianto e ampliamento, costi di sviluppo.

Non sono rivalutabili:

  • i beni in leasing riscattati nel 2020, ma solo quelli riscattati entro il 31/12/2019;
  • “Beni merce” mobili e immobili;
  • Denaro, crediti ecc.;
  • Altre partecipazioni non iscritte tra le immobilizzazioni.

Il bene non può, pena perdita dei benefici fiscali, prima dell’inizio del quarto esercizio successivo alla rivalutazione:

  • essere ceduto,
  • assegnato ai soci,
  • utilizzato per finalità estranee all’esercizio dell’impresa
  • utilizzato a fini personale dall’imprenditore o dai suoi familiari.

Codici Tributo

Con la risoluzione 29 del 30/04/2021, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, mediante F24, delle imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni, e per l’affrancamento del saldo attivo della rivalutazione:

  • “1857” – “Imposta sostitutiva sul saldo attivo di rivalutazione”
  • “1858” – “Imposta sostitutiva sul maggior valore attribuito ai beni rivalutati”.

Inoltre i suddetti importi possono essere compensati.

Fonti

  • Articolo 110 del D.L. 104/2020, convertito nella Legge 13 ottobre 2020, n. 126
  • Risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 29 del 30/04/2021

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