Decreto Sostegni–Bis: contributo a fondo perduto a tre vie

Autore: Rocco Luca Ceo

Il  decreto Sostegni-bis, “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19 per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale nr. 123: trattasi del decreto-legge n. 73 del 25 maggio 2021, in vigore dal 26 maggio 2021 . Tra le tante misure previste, analizziamo sicuramente una delle più attese: il contributo a fondo perduto, previsto dall’articolo 1.

Novità

Il contributo è stato previsto in tre forme diverse:

Prima tipologia

Contributo “Automatico”, sancito dai commi 1-4, prevede che i soggetti che abbiano già goduto del contributo previsto dal cd. “Dl sostegni”, senza restituirlo, ricevano automaticamente e senza presentare istanze il CFP, nella stessa consistenza economica e nelle medesime modalità (Credito di imposta o accredito sul proprio c/c) con cui hanno beneficiato del primo;

Seconda tipologia

Contributo che io definirei “traslato” di 3 mesi, sancito  dall art. 1 commi 4-15, che necessita per la fruizione, di un calo di fatturato di almeno il 30% nel confronto tra il periodo 01/04/2020 – 31/03/2021 con il periodo 01/04/2019 – 31/03/2020.

Questo contributo a fondo perduto è alternativo al primo e potrà essere ottenuto solo previa istanza, nelle modalità che saranno successivamente sancite da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Il contributo, potrà essere richiesto solo se il calo di fatturato sarà ovviamente superiore a quello del 2020 rispetto al 2019.

Quindi il CFP, per coloro che abbiano usufruito del contributo previsto dal cd. “Dl sostegni”, è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020 come segue:

  • il 60% se esso non supera 100mila euro;
  • il 50% se è compreso tra 100mila e 400mila euro;
  • il 40% oltre 400mila e fino a 1 milione;
  • il 30% tra 1 milione e 5 milioni;
  • il 20% tra 5 milioni e 10 milioni.

Coloro che, invece, non hanno beneficiato del fondo perduto del primo decreto Sostegni, nel caso in cui abbiano registrato un calo del fatturato di almeno il 30% tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determineranno l’ammontare del contributo, utilizzando le seguenti percentuali:

  • il 90% se esso non supera 100mila euro;
  • il 70% se è compreso tra 100mila e 400mila euro;
  • il 50% oltre 400mila e fino a 1 milione;
  • il 40% tra 1 milione e 5 milioni;
  • il 30% tra 5 milioni e 10 milioni.

Terza tipologia

Infine la vera novità che è costituita dal contributo “a consuntivo”, previsto dai commi 16-24, il quale spetta a condizione che vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore alla percentuale definita con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

I coefficienti per il calcolo del presente contributo saranno definiti successivamente con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

Per poter richiedere quest’ultimo sarà necessario presentare istanza e soprattutto presentare la dichiarazione dei redditi entro e non oltre il 10/09/2021.

Soggetti beneficiari

Soggetti beneficiari dei suddetti contributi sono tutti i soggetti che svolgono attività di impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato con partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, con ricavi/compensi non superiori a 10 milioni di euro nel secondo periodo di mposta antecedente a quello di entrata in vigore del presente decreto.

Imponibilità e contributo massimo spettante

Il contributo a fondo perduto non è soggetto ad alcuna tassazione in nessuna delle tre forme e in nessun caso può essere superiore a 150.000,00 euro.

Fonti

  • decreto-legge n. 73 del 25 maggio 2021

Contattami per saperne di più e richiedere il tuo preventivo senza impegno!

Condividi