Credito di imposta per investimenti nel mezzogiorno

Autore: Rocco Luca Ceo

L’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, poi modificata dalla La legge 27 febbraio 2017, n. 18 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2017), di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, ha istituito un credito di imposta a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

NOVITÀ: La legge di bilancio 2021, n. 178/2020, art. 1, comma 171, ha prorogato l’agevolazione al 31/12/2022!

Beneficiari e soggetti esclusi:

Possono beneficiare della presente agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, individuabili in base all’articolo 55 del TUIR, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive situate nelle aree ammissibili.

Soggetti esclusi dalla norma sono:

  • i “soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo”
  • “le imprese in difficoltà come definite dagli “Orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà” di cui alla comunicazione della Commissione europea 2014/C 249/01 del 31 luglio 2014”.

Ritengo inoltre che per le imprese agricole individuali che determinano il reddito con criteri catastali, nei limiti dell’art. 32 del TUIR, non trattandosi di “reddito di impresa” tale beneficio non sia spettante, come sottolineato dall’agenzia delle entrate nell’interpello n.  917-753/2020.

Intensità dell’agevolazione:

Trattasi di un contributo a fondo perduto, in conto impianti, sotto forma di credito di imposta, soggetto a tassazione, da calcolare sul totale dell’investimento (iva esclusa, in quanto non agevolabile), con percentuali diverse a seconda della dimensione aziendale:

DIMENSIONE AZIENDALEPERCENTUALE APPLICABILE
Micro e piccole imprese45 %
Medie imprese35 %
Grandi imprese25 %

Sono considerate piccole imprese quelle che hanno meno di 50 occupati e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro. Sono medie imprese, invece, quelle che contestualmente hanno meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

Le imprese che non rientrano nei parametri di cui sopra sono da considerarsi come grandi imprese.

Quanto sopra detto, in merito alla dimensione aziendale,  ai sensi della raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (2003/361/CE) (in Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee L 124 del 20 maggio 2003), recepita con decreto del Ministro delle attività produttive del 18 aprile 2005 (in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 138 del 12 ottobre 2005), nonché all’Allegato I del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

Per quali investimenti?

Come sottolineato dalla norma oltre che dalla circolare dell’agenzia delle entrate 34/e 2016 “sono agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come definito all’articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014”.

Pertanto Il progetto deve consistere in un investimento iniziale ed avere pertanto con una delle seguenti finalità:

  • creazione di un nuovo stabilimento,
  • ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente,
  • diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente
  • cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente,
  • per le grandi imprese localizzate nelle aree di cui all’art. 107, par. 3, lett. c), del TFUE, quelli a favore di una nuova attività economica (cfr. articolo 2, punto 49 e 51, articolo 2, del regolamento citato).

Inoltre il soggetto beneficiario dovrà essere in regola con le norme di igiene e sicurezza sul lavoro e avere un DURC in corso di validità alla data di presentazione della domanda.

Riguardo ai beni, questi devono avere i seguenti requisiti:

1) Strumentalità: I beni, devono essere di uso durevole ed atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.  Pertanto sono esclusi beni destinati alla vendita e materiali di consumo;

2) Novità: non possono essere agevolati beni usati, o di “mera sostituzione”;

3) Classificazione in bilancio dei beni: in ossequio ai principi contabili come macchinari, impianti e attrezzature varie;

4) Destinazione: ad una “struttura produttiva” sita in una delle regioni di cui al primo punto dell’articolo;

5) Tracciabilità del pagamento: i beni devono essere acquisiti con modalità di pagamento tracciato;

6) Modalità di acquisizione del bene: Acquisto, locazione finanziaria (leasing) ; costruzione in economia.

Cumulabilità

L’aspetto più interessante è la possibilità di cumulare questo credito di imposta con altre misure agevolative, a condizione che non si superi l’entità della spesa sostenuta e che anche le altre misure prevedano la possibilità di cumulo, come sottolineato dall’agenzia delle entrate con l’interpello n. 360/2020.

Adempimenti e modalità di utilizzo

Per poter richiedere l’agevolazione è necessario presentare telematicamente apposita domanda all’Agenzia delle Entrate, anche tramite un intermediario abilitato.

L’agenzia delle entrate rilascerà due ricevute: la prima per attestare la corretta acquisizione della domanda; la seconda per comunicare l’autorizzazione a fruire dell’agevolazione dopo almeno 5 giorni.

Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione in f24 utilizzando il codice tributo 6869 e l’anno di richiesta dell’agevolazione.


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