Cessione dei crediti edilizi e sconto in fattura

Autore: Rocco Luca Ceo

L’art.121, comma 1, lett. A) e (B), del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 , convertito con la L. 77/2020, pubblicata in G.U. del 18 luglio 2020 ha introdotto per il committente dei lavori edili presso l’abitazione di cui è proprietario o vanta un diritto reale (o per un familiare convivente, convivente more uxorio, componente dell’unione civile) la possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito alternativamente alle normali detrazioni edilizie.

Per quali interventi?

Non pensare che la cessione del credito e lo sconto in fattura possano attuarsi solo con il 110!

Infatti, i suddetti articoli elencano gli interventi per i quali possono attuarsi questi due preziosi strumenti:

a) recupero del patrimonio edilizio di cui  all’articolo  16-bis, comma 1, lettere a) e b), del TUIR;

b) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;

c) adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16,  commi da 1-bis  a  1-septies  del  decreto-legge  4  giugno  2013,  n.  63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell’articolo 119;

d) recupero o restauro della facciata  degli  edifici  esistenti,ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna,  di  cuiall’articolo 1, commi 219 e 220, della legge  27  dicembre  2019,  n.160;

e) installazione di impianti  fotovoltaici  di  cui  all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986, n.  917,  ivi  compresi  gli  interventi  di  cui  ai  commi  5  e  6 dell’articolo 119 del presente decreto;

f) installazione  di  colonnine  per  la  ricarica  dei  veicolielettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto  2013,  n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119.”

Sottolineo che non è possibile effettuare alcuna opzione di sconto o cessione per il c.d. Bonus Mobili, che va utilizzato obbligatoriamente come detrazione in 10 quote annuali nella dichiarazione dei redditi.

Quando devono essere sostenute le spese?

Le spese devono essere sostenute nel 2020 e nel 2021, e successivamente, previo accordo con il fornitore (in caso di sconto) o contratto con il soggetto che compra il credito, il soggetto cedente tramite un intermediario abilitato, deve effettuare telematicamente una “Comunicazione opzioni per interventi edilizi e Superbonus” all’Agenzia delle entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo al sostenimento della spesa, indicando oltre all’importo del credito ceduto, il codice fiscale del cessionario, il tipo di detrazione e i dati catastali dell’immobile.

Vantaggi per i privati

Cessione del credito:

1) Beneficiare di una rapida iniezione di liquidità a fronte del pagamento di un corrispettivo nei confronti dell’acquirente, che di solito varia tra l’11 percento e il 20 percento dell’importo totale da cedere, e ritengo non sia molto, se confrontato ai tassi di interesse sui finanziamenti.

2) Scongiurare il rischio di perdere alcune quote annuali di detrazione a causa di incapienza Irpef, o di sopravvenuta incapienza per gli anni futuri (10 anni sono tanti), perché se si perde il lavoro, abbassandosi l’imposta netta IRPEF in dichiarazione, o azzerandosi, non sarà più possibile sfruttare le detrazioni che andranno inevitabilmente perse (oltre al danno, la beffa);

Sottolineo inoltre che la cessione può essere effettuata un numero illimitato di volte (ad eccezione del superbonus che verrà approfondito in separata sede), salvo diverse disposizioni dell’istituto di credito.

In caso di sconto in fattura, il committente pagherà al proprio fornitore una cifra ridotta del 50 %, del 65% o del 90 % o del 100% a seconda del tipo di detrazione maturata, cedendo contestualmente il credito a questi.

Vantaggi per le imprese

Le imprese, praticando lo sconto in fattura possono essere maggiormente competitive nei confronti dei propri concorrenti, e riuscire a realizzare un maggior numero di lavori. È banale pensare che se il cliente può pagare per lo stesso identico prodotto e posa in opera la metà o meno del prezzo originale da un altro fornitore, sceglierà sicuramente questa possibilità. Inoltre il cliente potrebbe avere problemi di liquidità e decidere di rinunciare al lavoro, causando un mancato incasso all’impresa.

Le imprese, potranno poi utilizzare il credito acquisito in compensazione orizzontale su F24, con le stesse modalità temporali con cui sarebbe stata goduta la detrazione (10 quote annuali), oppure cedere il credito a qualsiasi altro soggetto, ottenendo rapidamente liquidità a fronte di costi decisamente sostenibili. Contattami per saperne di più e per richiedere un preventivo per la tua pratica di sconto in fattura o di cessione del credito.


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