Bando ISMEA: Imprenditoria Giovanile in Agricoltura

Autore: Rocco Luca Ceo

A partire dal 30/04/2021 sarà possibile presentare domanda ad Ismea (Istituto di servizi per il mercato Agricolo Alimentare) attraverso il nuovo portale “Impresa più”, per le agevolazioni riguardanti l’imprenditoria giovanile. La misura è stata potenziata dall’ art. 43 quater della legge n. 120/2020, che ha convertito il cosiddetto “Decreto semplificazioni”.

Soggetti beneficiari

La suddetta agevolazione riguarda investimenti nel settore agricolo con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale in agricoltura e l’ampliamento di aziende agricole esistenti.

I soggetti beneficiari sono micro, piccole e medie imprese agricole, sia ditte individuali che società,

composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti (novità), con i seguenti requisiti:

  • In caso di subentro le imprese agricole devono essere regolarmente costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana;
  • In caso di ampliamento: imprese agricole attive e regolarmente costituite da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane

Sono ammessi i progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

Intensità dell’agevolazione

Tetto di spesa degli Investimenti: fino a 1.500.000 Euro, al netto di iva.

L’agevolazione consiste in mutui agevolati per gli investimenti, a un tasso pari a zero, di importo non superiore al 60 per cento della spesa ammissibile, nonché un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile.

Si sottolinea che un’altra novità importante è rappresentata dalla percentuale di garanzia richiesta per il mutuo agevolato che passa dal 120 al 100 % dello stesso.

Spese ammissibili

  • studio di fattibilità nei limiti del 2% del valore complessivo dell’investimento da realizzare;
  • la somma delle spese relative allo studio di fattibilità, ai servizi di progettazione sono ammissibili complessivamente nel limite del 12% dell’investimento da realizzare;
  • le opere agronomiche sono ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria;
  • opere agronomiche, opere edilizie e oneri per il rilascio della concessione, nei limiti del 40% dell’investimento da realizzare;
  • l’acquisto di terreni è ammissibile solo in misura non superiore al 10% dei costi ammissibili totali dell’intervento da realizzare;
  • la potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100% della capacità produttiva, stimata a regime, dell’azienda agricola oggetto dell’intervento.

Spese non ammissibili

  • diritti di produzione
  • animali e piante annuali
  • lavori di drenaggio
  • impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili
  • investimenti di sostituzione di beni preesistenti
  • lavori in economia
  • impianti e macchinari usati
  • capitale circolante

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